4 - San Martino al Cimino - La Botte
GPS Track Details
Lunghezza traccia: 12.21 km
Tempo in movimento: 20
Salita totale: 420 m
Discesa totale: 523 m
Livello di difficoltà: 2/5 - Facile
Categorie: Trekking
Area:: Traccia di campagna
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Descrizione

Livello di difficoltà': E


Dislivello accumulato in salita: 460 m circa - Dislivello accumulato in discesa: 560 m circa


Tempo di percorrenza: 4:30 ore circa - Sviluppo: 12,3  km circa


Percorso
Dal San Martino al Cimino (730m) – Croce di San Martino (742m) – Eremo di San Girolamo – La Botte di Vetralla (416).


Segnaletica
Frecce e bandierine CAI.


Manutenzione
CAI Sezione di Viterbo, Comune Di Viterbo, Riserva Naturale Lago di Vico, Comune di Vetralla


Descrizione
Dal borgo di San Martino al Cimino, per ritornare sul Cammino Tuscia 103, si prende il sentiero 120D che sale al lago di Vico e ci si innesta sul Cammino 103. Con suggestivi scorci panoramici sul Lago di Vico, i bellissimi boschi del monte Fogliano, in costante discesa, si raggiunge l’Eremo di San Girolamo e il Convento dei Padri Passionisti di Sant’Angelo. Al convento è possibile pernottare contattando preventivamente la struttura. Scendendo ancora lungo i boschi del Fogliano, si raggiunge La Botte dopo aver attraversato l'innesto con la Via Francigena.

Da vedere lungo il percorso

Eremo di Saan Girolamo
Km. 6
Eremo di Saan Girolamo
Rna roccia vulcanica all'interno della faggeta del Monte Fogliano che, una volta scavata, è diventata il romitorio di Fra Girolamo Gabrielli, figlio di nobili senesi che, deciso a dedicare tutta la sua vita alla preghiera e alla meditazione, nel 1525 decise di lasciare la Toscana e giunse sul Fogliano. La residenza di Fra Girolamo Gabrielli nella faggeta del monte viterbese tuttavia fu piuttosto breve perché tornerà a Siena pochi anni più tardi in seguito ad un'aggressione da parte di alcuni malviventi passati dalle parti dell'eremo.
Convento di Sant'Angelo
Km. 7,3
Convento di Sant'Angelo
Immerso in un folto bosco, il suo primo nucleo fu costituito (VII secolo) dall'Oratorio di San Michele, edificato dai Longobardi, che divenne poi Monastero Benedettino dipendente dall'Abbazia di Farfa. Tra il XIV e il XV secolo vi si insediarono i Francescani dal Terz'Ordine. Dal 1470 al 1744 fu trasformato in Romitorio. Nel 1744 San Paolo della Croce vi stabilì il secondo Convento della Congregazione Passionista e vi dimorò per 25 anni. Fu sottoposto alle soppressioni napoleoniche (1810-14) e dal governo italiano (1875-77). Rimase comunque sempre in attività. Vi si trovano le reliquie dal Beato Lorenzo Salvi, celebre per la sua devozione a Gesù Bambino, e vi inizio la sua vita religiosa il Beato Domenico Barberi, nato net 1792 a Viterbo, apostolo dell'ecumenismo. E’ sede dal “Centro di evangelizzazione Beato Lorenzo Salvi”. La visita: La Chiesa settecentesca ha un Coro in noce (XIX secolo), due tele di Tommaso Conca e affreschi a encausto di Ferdinando Vignanelli (1934). Nel Romitorio si possono visitare le celle di San Paolo della Croce e dal fratello Giambattista. Ben fornita è la Biblioteca.

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